Una recente sentenza del Giudice di Pace di Naso ha riconosciuto ancora una volta il principio – troppo spesso disatteso nella prassi bancaria – secondo cui, in caso di estinzione anticipata di un finanziamento, il consumatore ha diritto a una riduzione proporzionale del costo complessivo.
Il caso di studio
Nel caso specifico, il nostro studio ha assistito una cliente che, dopo aver estinto anticipatamente i propri finanziamenti (nella specie, cessione del quinto e delega), si è vista negare dalla banca la restituzione delle quote proporzionali dei costi non maturati, tra cui commissioni, spese e interessi futuri, e ha inoltre subito l’addebito di una commissione per poter estinguere il finanziamento, di fatto illegittima.
La somma indebitamente trattenuta dall’istituto ammontava a € 6.461,21.
Dopo il tentativo di risoluzione bonaria, che ha incluso anche l’attivazione del procedimento di mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5 D.lgs. 28/2010 (alla quale la banca non ha nemmeno partecipato), si è proceduto con l’azione giudiziaria.
La decisione del giudice
Il giudice ha ritenuto ingiustificata l’assenza dell’istituto bancario alla mediazione, applicando la sanzione di cui all’art. 12-bis dello stesso decreto: un aggravio delle spese di giudizio a carico della parte assente.
Nel merito, il giudice ha accolto integralmente la domanda, riconoscendo il diritto della consumatrice al rimborso dell’importo trattenuto indebitamente.
La decisione si inserisce nel solco tracciato dalla giurisprudenza ormai consolidata, anche in ambito comunitario, che trova fondamento nell’art. 125-sexies del Testo Unico Bancario, introdotto in attuazione della Direttiva 2008/48/CE sul credito ai consumatori.
Tale norma prevede espressamente che, in caso di rimborso anticipato del finanziamento, il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, comprensivo della quota di interessi e costi relativi al periodo residuo del contratto.
Questa pronuncia, oltre a tutelare concretamente i diritti della nostra assistita, rappresenta un’importante riaffermazione del principio di trasparenza e correttezza nei rapporti tra consumatori e operatori finanziari.