Deciso stop del governo agli interventi in bonus. Con il decreto legge 16 febbraio 2023, n. 11 – già operativo – si prevede lo stop a tutti i tipi di cessione dei crediti d’imposta, compresi quelli derivanti dal superbonus.

Con la pubblicazione del decreto legge 16 febbraio 2023, n. 11, il governo blocca il meccanismo di cessione dei crediti d’imposta. Con l’art. 2, in particolare, si impedisce l’esercizio delle opzioni previste all’art. 121, comma 1, lettere a. (sconto in fattura) e b. (cessione a terzi) del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34.

La norma agisce trasversalmente su tutte le tipologie di bonus, incidendo pertanto non solo sul noto superbonus, ma anche sui bonus edilizi ordinari, quali bonus ristrutturazione o bonus mobili, nonché, sui bonus legati all’adeguamento sismico degli edifici, troncando meccanismi virtuosi legati al sismabonus e al bonus acquisti, che stavano permettendo una lenta riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, notoriamente esposto al rischio sismico.

Nel tranquillizzare i lettori, ci sembra necessario specificare che il divieto di cessione riguarda in via esclusiva i nuovi lavori, essendo esplicitamente esclusi quelli per i quali, alla data di entrata in vigore del decreto, siano già stati presentati i titoli edilizi (CILA, CILAS) ovvero, limitatamente alla demoricostruzione, sia stata presentata l’istanza di acquisizione del titolo abilitativo.

Il decreto presenta, altresì, una netta limitazione alla cessione dei crediti d’imposta già maturati, impedendo la cessione degli stessi alle pubbliche amministrazioni di cui  all'articolo  1,  comma  2,  della  legge  31 dicembre 2009, n. 196. In questo senso, la norma stoppa sul nascere un meccanismo virtuoso che Regioni e altri Enti locali stavano cercando di porre in essere per risolvere l’annosa problematica dei cassetti fiscali bloccati per assenza di cessionari disponibili all’acquisizione e, in questo senso, appare francamente immotivata e gravemente pregiudizievole.

Infine, apparentemente in senso opposto, il provvedimento introduce delle limitazioni alla responsabilità dei cessionari, escludendo ogni responsabilità in caso di acquisto dei crediti corredata da una serie di documenti quali titoli edilizi, notifica preliminare, visura catastale ante operam, fatture, ricevute o altri documenti comprovanti le spese sostenute, asseverazioni, delibere condominiali, visti di conformità. Deve precisarsi, tuttavia, che tale norma non fa altro che acquisire l’orientamento già espresso dall’amministrazione finanziaria con la circolare n. 33/E del 6 ottobre 2022.